Novità

MONDORAMA

  • ISBN 9788867925087
  • Lingua italiano
  • Pagine 168
  • Formato cm. 12 x 18
  • Anno di pubblicazione 2026
  • A cura di Paolo Ruffilli
€ 16,00
iva inclusa
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Il nuovo libro di Riccardo Minissi, Mondorama, ha una caratteristica che si segnala subito come originale: presenta in coda a ogni poesia una breve prosa che non è semplicemente una nota al testo esplicativa, ma che crea una rete di riferimenti e di corrispondenze sia privati che generali alla propria personale vicenda e più in generale alla cronaca e alla Storia. È una poesia in cui si possono isolare almeno tre livelli: l’immagine del passato, il riconoscimento dell’incontro con l’altro da sé e la ricomposta testimonianza di quanto accade nella trasformazione della vita. Non è però che i tre livelli sussistano ciascuno per proprio conto e indipendentemente dagli altri, ma nel senso che coesistono in un discorso dalla struttura sostanziale complessa. Un discorso estremamente coerente in tutto il suo sviluppo, rispetto anche alle precedenti raccolte dell’autore, è che ha una direzione e un’intenzione che si possono definire a piena ragione anche di impegno civile. Il filo della memoria recupera dal passato alcune immagini strappate al trascorso e care alla fantasia e al cuore. L’altro da sé, come interlocutore di una vicenda comune, è la recuperata figura che consente il riconoscimento di una realtà più generale e personale. Il poeta con i suoi versi si muove a largo raggio in tutte le direzioni del pianeta, dalla Mongolia all’Arabia, dalla Nuova Zelanda al Chapas, dalla Patagonia alla mitica strada beat del Pacifico, dai 4000 di La Paz all’antica Leptis Magna, dall’India allo Yemen, dalla Tasmania all’Australia, dietro alla curiosità e con l’intelligenza di chi sa distinguere situazioni ed esperienze. L’originale intonazione dei versi di Minissi è come recuperata da una dimensione di interiore decantazione e perciò non poggia su una struttura retorica. Le circostanze della storia sono le occasioni in cui si misura l’uomo, sulle quali esercita il suo giudizio, tra le quali opera le sue scelte. Il poeta ne ricompone e testimonia l’immagine riflessa e più profonda, segnata dalle emozioni di fronte alla pienezza della natura e all’autonomia irrinunciabile dell’intelligenza. (Dalla Prefazione di Paolo Ruffilli)

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