Novità

Dal velluto rosso

Con fotografie di Pino Pascali
Prefazione di Chiara Portesine
Postfazione di Roberto Lacarbonara
  • ISBN 9788867924981
  • Lingua italiano
  • Pagine 88
  • Formato cm. 12 x 18
  • Anno di pubblicazione 2026
  • A cura di Paolo Ruffilli
€ 16,00
iva inclusa
quantità
L’occhio fermo ma sotto la pressione di una mente analitica e indagatrice, Paola Parolin dal “velluto rosso” del divano guarda, sull’orlo dell’abisso della quotidianità, le cose intorno a lei che spariscono o si trasformano da un anno all’altro, da un giorno all’altro, da un momento all’altro (“una storia ogni giorno / di vite vissute epiche e uniche”). Assiste nel distacco, eppure anche partecipa, impossibilitata a cancellare la propria sensibilità che le impedisce di non vedere e non sapere, in quella coincidenza degli opposti in equilibrio che sottolinea in prefazione Chiara Portesine, ma insieme in una dinamica impetuosa, “movimento vorticoso per sovrabbondanza di esperienze”, di situazioni, di attese e sospensioni. Sono gli ossimori continui della sua poesia: di chi è consapevole che non si possa uscire dalla propria storia, parte di quella “Grande Storia” di cui siamo “pedine sacrificali”, e nello stesso tempo si dispone a considerarla nei suoi avvenimenti e nei suoi protagonisti (“dove siete tutti”) come sul palcoscenico di un teatrino privato in cui l’azione drammatica si fissa nel cristallo più netto delle parole. Tutto il libro vive in una coerenza dominata da una direttrice intellettuale ma in cui dice la sua anche il cuore (“per questa pena che lascia gli occhi asciutti / e il cuore intero ma secco”). E si potrebbe definire questo di Paola Parolin come un canto “disperato” miracolosamente senza disperazione, che va perdendo ogni riferimento psicologico e naturalistico, e dunque saldo in un linguaggio limpido e luminoso sia nei versi che nelle prose poetiche che ai versi si alternano, tanto più tagliente nella sua assolutezza, e che proprio al contrario (la contraddizione ricondotta nello “spazio pacificato”) incide dentro l’io con la voglia insopprimibile d’amore un accento di definitività senza ritorno (“indicibile dire / storie che graffiano la pagina / dapprima bianca di ogni pensiero”). (Paolo Ruffilli)

Ultimi prodotti visualizzati