Raccontate da Lavinia, la protagonista più giovane della storia che si svolge nell’anno 2084, le vicende di questo romanzo distopico descrivono un’epoca futura in cui la società italiana a causa del depauperamento demografico è in profonda crisi per le conseguenze dell’immigrazione di provenienza islamica, in una deriva totalitaria in cui tutto è sotto controllo e la sorveglianza di massa tende a vanificare gli sforzi violenti o non violenti della comunità autoctona di reagire alla propria emarginazione politica e sociale. All’ombra di una cupa suggestione in queste pagine ci si immerge in un’Italia la cui gran parte delle chiese è stata trasformata in Moschee e la giornata festiva è stata anticipata al venerdì. Un’Italia nella quale rimane inapplicata la legge per la “parità di diritti tra le etnie”, e in cui le coppie di cittadini appunto etnicamente italiani non sanno più fare figli e, per averne uno, devono prenotarlo, pagarlo e poi attendere che venga “prodotto” dal Sistema con caratteristiche “casuali” tramite donatori estranei. La resa narrativa diffonde sapientemente l’atmosfera angosciante che avvolge ormai la quotidianità e i personaggi rappresentano bene la situazione di ambiguità in cui sono chiamati a vivere l’esperienza di una trasformazione profonda che spesso muta ciò che sta loro accadendo in incubo vero e proprio. In 2084 (La notte dietro l’angolo), Luigi Crivellaro realizza una misura personale originale che si appoggia stilisticamente a passaggi focalizzanti per creare effetti soprattutto visivi e percettivi e per suggerire alla lettura, in modo appunto suggestivo, immagini ed atmosfere coinvolgenti, costruendo una dimensione intrigante di radiografia del profondo e di intensa interrogazione sociologica. (Dalla Prefazione di Paolo Ruffilli)