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Rivista Internazionale di Poesia, Arte e Teatro

poesia olandese : MARTINUS NIJHOFF

anno 11 - N° 11
13 Aprile 2026

Martinus Nijhoff (L’Aia, 20 aprile 1894 – 26 gennaio 1953) è stato un poeta, scrittore, drammaturgo e saggista olandese, tra le figure più significative della letteratura dei Paesi Bassi nella prima metà del Novecento.

Esordì nel 1916 con la raccolta Il passeggiatore (De wandelaar), caratterizzata da un linguaggio originale e da influssi simbolisti, decadenti ed espressionisti, che lo imposero subito all’attenzione della critica. Con Forme (Vormen, 1924) sviluppò uno stile più libero e articolato, affrontando tematiche legate all’adolescenza e ampliando la riflessione verso questioni esistenziali e filosofiche, approfondite anche nella prosa di La penna sulla carta (De pen op papier, 1926).

La raccolta Nuove poesie (Nieuwe gedichten, 1934) segna una svolta, in cui i sentimenti individuali si confrontano con la realtà sociale e collettiva. In essa spicca il poema Awater, considerato uno dei suoi capolavori, dove si fondono in modo magistrale dimensione fantastica e reale. Questa tensione tra complessità della visione esistenziale e religiosa e ricerca di una grande semplicità espressiva emerge anche in opere successive come L’ora U (Het uur U, 1937/1941), tra le più rappresentative della sua produzione.

Nijhoff si distinse inoltre come drammaturgo, autore del dramma liturgico Il bosco sacro (Het heilig hout, 1950), e come raffinato traduttore, portando in olandese autori come Euripide, Shakespeare, Gide ed Eliot. La sua opera complessiva testimonia un costante equilibrio tra profondità intellettuale e chiarezza formale, rendendolo una figura centrale nella poesia europea del suo tempo.