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POESIA SUDAFRICANA : Ronelda Kamfer

POESIA SUDAFRICANA : Ronelda Kamfer

6 Febbraio 2017
Paesaggi e personaggi nei versi di Ronelda Kamfer, nata nel 1981 nei dintorni di Città del Capo, ricompongono un pezzo di storia recente di quel Sudafrica dove l’apartheid non finisce mai. La sua poesia nasce dalle rimozioni forzate degli abitanti da villaggi e da quartieri, dà voce all’esilio di intere comunità in luoghi desolati dove solo la criminalità prospera, come la township alle spalle della capitale in cui Kamfer è cresciuta, e che abita con i suoi drammi quotidiani la sua prima raccolta, Noudat slapende honde (2008, Ora i cani che dormono). Come l’angelo della storia, dipinto da Klee e descritto da Benjamin, la poesia di Kamfer si volge a un passato di rovine e sa che ad attenderla è solo tempesta. Nella sua seconda raccolta grond/Santekraam (2011, terra/E tutto il resto) i primi europei sbarcano sulle spiagge del Capo di Buona Speranza e l’apartheid sradica mondi per ricollocarli nel nulla, e dal nulla delle township si riparte, il racconto come unico bagaglio, mentre il mare in tempesta culla i relitti, i pesci parlano e le sirene cantano. Scrive in una lingua colpevole, Kamfer, l’afrikaans degli oppressori bianchi, che è però lingua madre dei molti di più che restano ancora ai margini di un paese che deve ricostruirsi. Nella penna di Kamfer è una lingua che gioca a domino coi tanti monosillabi, infischiandosene della punteggiatura e di ogni sorta di purismo, è una voce meticcia che si canzona e si lamenta del coraggio e del dolore di chi era ed è ancora altro, ancora a metà. Almanacco 3 ospitava già alcune sue poesie; presto uscirà per questi tipi la traduzione integrale della seconda raccolta di Kamfer, terra/E tutto il resto, di cui diamo qui un’anticipazione. (F.T.)


 
Sara Slimmeisie
 
vandag is my huildag
ek gaan my witrok
aantrek en kaalvoet voor
 
die see staan met
my ouma se pêrels
om my nek gaan
 
ek ‘n gat in
die grond grawe voor
dit sit en huil
 
my trane gaan opraak
en ek gaan
die gat toegooi die gety
 
gaan kom en die
gety gan gan
 
hulle kan my santekraam vat
maar my trane gaan
hulle nie kry nie




 
Saretta la Furba
 
Oggi è il mio giorno del pianto
metterò il vestito bianco
e andrò scalza
 
a guardare il mare con
le perle di mia nonna
attorno al collo io
 
scaverò una
buca per terra per
sedere e piangere
 
le mie lacrime si assorbiranno
e io richiuderò
la buca la marea
 
salirà la marea
scenderà
 
possono prendersi tutto il resto
ma le mie lacrime
non le avranno
 
 
 
 



Shaun
I can taste the fear, gonna lift me up and take out of here.
Arcade Fire, ‘Intervention’

 
1
jy was klein het jy gesê
jy kan seriously nie die
details onthou nie
verskillende mense onthou
verskillende weergawes
van dieselfde stories
jou pa het ingestap gekom
iewers
jou ma aan haar arm gegryp
teen die muur gedruk en
geklap met die agterkant
van sy hand
jy is nie seker watter hand
dit was nie
jy onthou elke keer uit
verskillende rigtings
jy onthou die klap omdat
jou pa se naam ook Shaun
was
en jou ma het Shaun
geskreeu
jy wou opspring om te
gaan help
maar was nie seker watter Shaun
sy na gevra het nie
 
2
mense sê druggies kan hulself help
as hulle wou
mense sê die problem is die drugs
maar my vriend Shaun glo niks
meer wat mense sê nie
hy sê as iemand eendag na hom toe kom
en vir hom vertel hoe dit voel om 6 jaar
oud te wees en onder die subway op Wyn-
bergstasie te slap sal hy maybe luiste
Shaun sê as iemand vir hom kom vertel
van hoe hulle voor Kentucky gelê en slap
het om net kinda
naby kos te wies sal hy moontlik luiste
 
Shaun is fokken slim vir iemand wat net
vyf jaar skoolgegan het
hy wiet alles van alles af
hy’t eendag vir my
gerecite
like the birds he came early
like the water he sat down
 
nou daais mos poetry het
hy altyd gesê
 
Shaun is opgesluit vir een of anner
drug-related charge
kort voor sy release het hy vir my
‘n brief gestuur om te sê wanner
hy uitkom
en hoe hy maybe nou gereed is om iets
different te try
die tronk issie ‘n plek voor ‘n mensie
was die laatste reël in sy brief
‘n dag voor sy vrylating is Shaun
vermoor
mense sê dit was gang-related dwelms sy tyd
maar ek glo nie meer war mense sê nie






 
Shaun
I can taste the fear, gonna lift me up and take out of here.
Arcade Fire, ‘Intervention’

 
1
eri piccolo dicevi
davvero non potevi
ricordare quei dettagli
gente diversa ricorda
versioni diverse
della stesse storie
tuo padre entrò
afferrò tua madre
forse per un braccio
la spinse contro il muro
e la colpì col dorso
della mano
tu non sei sicuro di quale mano
fosse
lo ricordi ogni volta
da una visuale diversa
ti ricordi lo schiaffo perché
anche tuo padre si chiamava
Shaun
e tua madre gridava
Shaun
volevi precipitarti
a aiutarla
ma non eri sicuro
di quale Shaun intendesse
 
2
la gente dice che i drogati potrebbero salvarsi
se volessero
la gente dice che è la droga il problema
ma il mio amico Shaun non crede più
a quello che dice la gente
dice che se uno venisse un giorno
a raccontargli come si sente un bambino di sei anni
che dorme nel tunnel della stazione di Wynberg
forse ascolterebbe
Shaun dice che se uno gli venisse a dire
di come si mettevano giù davanti al Kentucky
per sentirsi quasi
vicini al cibo allora forse ascolterebbe
 
Shaun è intelligente, cazzo, per aver
fatto solo cinque anni di scuola
sa tutto di tutto
e un giorno ha recitato
per me
like the park birds he came early
like the water he sat down
 
ecco questa roba è poesia
diceva sempre
 
Shaun è finito dentro per una
qualche storia di droga
poco prima di uscire
mi ha mandato una lettera per dirmi quando
sarebbe uscito
e che forse ora era pronto per fare
qualcosa di diverso
la galera non è un posto per una persona
era l’ultima riga della sua lettera
il giorno prima di uscire Shaun
è stato ammazzato
la gente dice che è morto per un regolamento di conti
ma io non credo più a quello che dice la gente
 
 





 
vêrte
 
daar’s ‘n vêrte in jou oë
‘h huis paleis pondok varkhok
waar ek heen gaan
ek word roetstil ‘n weerligstraal ‘n
wentelbaan ‘n sekelmaan jy vreemde
dier met katoë vat my saam neem my
na ‘n plek met rondomtralies
en waar wurms solitaire is
‘n plek wat pas
‘n plek vir my stok en hoed
 




 
distanza
 
c’è una distanza nei tuoi occhi
una casa, palazzo, padiglione, porcilaia
verso cui vado
divento muta come un pesce una saetta
una voluta una mezzaluna tu strano
animale con occhi di gatto raccoglimi
portami dove girano le giostre
e i vermi sono solitari
un posto adatto
dove appendere bastone e cappello





 
santekraam

winde woed met ‘n
goede moed waar
weg wil wil winde wees
gaan wind wind waai
en tyd verewig in stom
stilheid staan mense
se afkop-kopaf-stories
kom in onderwaterse
bottles borrels by             
my aan




 
e tutto il resto

venti soffiano di
buona lena dove
tutto va via i venti vogliono stare
il vento vento soffierà
e il tempo in eterno
muto si fermerà storie senza capo né coda
della gente in bottiglie
sommerse sciabordano
fino a me






Traduzione di Francesca Terrenato.



 
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