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POESIA SALVADOREGNA : Roque Dalton

POESIA SALVADOREGNA : Roque Dalton

7 Giugno 2018
Roque Dalton (San Salvador, 1935 - 1975). Poeta, narratore e saggista, è autore di sette raccolte poetiche in vita e di una postuma. Tra queste ricordiamo Taberna y otros lugares, che vinse il Premio Casa de las Américas, del 1969. Nel 1960 viene imprigionato e poi liberato nell’ottobre dello stesso anno, quando viene rovesciato il governo del presidente José María Lemus. A partire da allora viaggia in diversi paesi. Viene assassinato nel maggio del 1975 dai suoi compagni dell’Esercito Rivoluzionario del Popolo, che lo credono una spia al servizio della CIA.
Pubblicheremo presto una sua breve raccolta poetica, Poeta, non fare il coraggioso / No te pongas bravo, poeta per la traduzione di Gianni Darconza. Qui un’anticipazione.




EL DESCANSO DEL GUERRERO
 
 
Los muertos están cada día más indóciles.
 
Antes era fácil con ellos:
les dábamos un cuello duro, una flor
loábamos sus nombres en una larga lista:
que los recintos de la patria
que las sombras notables
que el mármol monstruoso.
 
El cadáver firmaba en pos de la memoria
iba de nuevo a filas
y marchaba al compás de nuestra vieja música.
 
Pero qué va
los muertos son otros desde entonces.
 
Hoy se ponen irónicos
preguntan.
 
Me parece que caen en la cuenta
de ser cada vez más la mayoría!
 

 
 
 
 

 
IL RIPOSO DEL GUERRIERO
 
 
I morti sono ogni giorno più indocili.
 
Prima era facile con loro:
gli davamo un collo duro, un fiore
lodavamo i loro nomi in una lunga lista:
che i recinti della patria
che le ombre notevoli
che il marmo mostruoso.
 
Il cadavere firmava dietro la memoria
tornava di nuovo in fila
e marciava al ritmo della nostra vecchia musica.
 
Ma che volete
i morti sono cambiati da allora.
 
Oggi diventano ironici
domandano.
 
Mi sembra che si rendano conto
di essere sempre più la maggioranza!

 
 
 
 
 



 

DIFUNTO SOLO
 
 
Te han llevado a enterrar casi a empujones
bajo un cielo de planta manchado de palomas.
 
Todo el mundo contento: en adelante
ibas a ser problema de la tierra,
larga semilla, sótano de la grama.
 
Con el apuro no alcanzó para la cruz, pues este duro
leño con cuernos no remeda cruz.
 
Y el girasol salvaje
–regado con pipí del hijo del guarda–
apenas haga frío morirá.
 
Pobrecitos los muertos –se diría al mirarte–
¡Qué cosa más jodida es descansar en paz!

 

 
 
 
 

 
DEFUNTO SOLO
 
 
Ti hanno condotto alla sepoltura quasi a spintoni
sotto un cielo di pianta macchiato di colombe.
 
Tutti contenti: d’ora innanzi
saresti stato un problema della terra,
lungo seme, cantina della gramigna.
 
Nella fretta non bastò per la croce, poiché questo duro
legno con corna non imita la croce.
 
E il girasole selvatico
– innaffiato col piscio del figlio del guardiano – 
appena farà freddo morirà.
 
Poveretti i morti – si direbbe a guardarti –
che cosa c’è di più fottuto che riposare in pace!
 


 
 





Da: Roque Dalton, Poeta, non fare il coraggioso / No te pongas bravo, poeta, traduzione di G. Darconza, Raffaelli 2018.

 
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