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anno 1 - N° 10
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POESIA ITALIANA : Rosita Copioli

POESIA ITALIANA : Rosita Copioli

19 Ottobre 2016
È appena uscito Le acque della mente di Rosita Copioli, libro con il quale l'Autrice conferma di essere una delle voci più significative della poesia italiana contemporanea. Presentiamo qui una delle poesie che ci ha particolarmente colpiti tratta da quest'ultima raccolta.

Parole di un anonimo su un antico diritto
 
 
I
Io vorrei morire.
A dispetto di Dio e degli uomini
è un mio diritto.
Ho provato a farlo in mare.
Sai, «il naufragar m’è dolce», tu l’hai letto?
I bagnini salvataggio me l’hanno impedito. Erano furenti,
come dei vigili preposti alle strade parevano.
Mi avrebbero multato, se avessero potuto.
Poi ho capito.
Multano loro, li portano in tribunale, se qualcuno muore,
e vengono accusati.
Per me, che ho un certo senso estetico,
senza ricorrere a veleni, barbiturici, alla corda, all’arma da fuoco da taglio,
il salto dall’alto, il treno sicuro, ma non discuterei più sull’estetica –
la morte per mare
sarebbe stata un esordio felice, ripetibile a catena.
 
Non mi importa niente degli uomini,
come mai me ne è importato.
Ma non è vero. Non è così. è perché
me ne importa di tutti, che voglio esercitare
il diritto più antico,
e sarebbe stato meglio se fosse stato semplice,
e riconosciuto, o come era un tempo, naturale,
rispettato, perché la volontà di un uomo
che agli altri non fa male, o non nuoce,
è sacra.
 
II
Nella libertà di un uomo sta l’incontro
con la morte.
Non gestita dalle Saub.
Da nessun altro.
Sorella, la più bella delle creature viventi,
che è forse la morte, ci aspetta con dolcezza come la felicità
non potrebbe, non disprezziamo l’incanto
che ci dà la sua pace, il volto giovanissimo
sempre appena sbocciato.
Chi aborre il macabro sa
che il vero volto della morte
è dolce
come quello delle Uri, come quello
di Daena.
 
III
Se sul mare chi nuota non ha libertà,
il mare cos’è?
Questo è il simbolo della fine.
Contadini fanno le misure del nuoto: trecento metri
dalla riva:
cloaca detriti: lì nuota.
Perché i motoscafi, i surf, i kitesurf, le moto d’acqua, che tranciano
come le falci della macchina da guerra inventata da Valturio,
riconsiderata da Leonardo,
non possono scorrazzare più in là?
Hanno espropriato il mare.
Morte della libertà per mare.
Morte del corpo nell’acqua.


Da: Le acque della mente, Mondadori 2016
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