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POESIA ECUATORIANA : Humberto Vinueza

POESIA ECUATORIANA : Humberto Vinueza

17 Marzo 2017
È scomparso appena due giorni fa il poeta ecuatoriano Humberto Vinueza (Guayaquil, Ecuador, 1942). Membro di consigli editoriali di rinomate riviste letterarie del suo paese e autore di numerosi libri di poesia, negli anni Sessanta aveva fatto parte del gruppo di avanguardia culturale Tzántzicos. Nel 1991 ricevette il Premio Nazionale di Poesia “Jorge Carrera Andrade” per la raccolta Alias Lumbre de Acertijo e lo stesso premio, nel 2007, per Constelación del instinto. La sua antologia poetica Obra cierta meritò nel 2012 il premio Iberoamericano di poesia “José Lezama Lima”, a L’Avana, Cuba. Alcune delle sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, italiano, russo e persiano.
Oggi lo ricordiamo così, con tre poesie estratte dal suo libro Verbo travestito (antologia della voce e del silenzio), da noi pubblicato nel 2015 in un’edizione con testo originale a fronte e traduzione di Emilio Coco. Lo stesso Vinueza aveva scritto a proposito di questo libro, a tutti gli effetti un concentrato della sua poetica: «Verbo Travestito (Antologia della voce e del silenzio) è un’altra versione della mia scrittura, basata su un processo di indagine personale per organizzare e dire, dentro un solo corpus, tutto ciò che in esso si dice. È consistito nell’assumere un intreccio intenso tra gli sguardi di spoglio, scarto e scelta, per proiettare una visione diversa da quella cronologica sul nucleo creativo della mia poesia […]».
Della sua parola poetica Luis Carlos Mussó aveva detto: «Pur usando gli strumenti del linguaggio, Humberto Vinueza sa di cercare con le suddette armi un sapere che va al di là della lingua […]. È tutta una poetica della meraviglia quella formulata dalla sua potente voce».


La escritura persevera en antiguas cosmogonías
y nos ciñe sobre la cabeza un circuito
de palabras en remolino galáctico
 
miramos el bosque en descenso
hacia la hondura de signos
y constatamos que hay amapolas
donde antes hubo remanentes de osarios
hatos fardos urnas
de alma interrogante entre utensilios
con enjambre de parábolas
y fábulas de una mística pedestre
 
ironía sin vista previa:
el poema se torna memoria de identidad protegida
o quimera de lenguaje.

 
 
 
 
La scrittura persevera in antiche cosmogonie
e ci cinge sulla testa un circuito
di parole in vortice galattico
 
guardiamo il bosco in discesa
verso la profondità di segni
e constatiamo che ci sono papaveri
dove prima ci furono resti di ossari
fagotti fardelli urne
di anima interrogante fra utensili
con sciame di parabole
e favole di una mistica pedestre
 
ironia senza anteprima:
la poesia diventa memoria di identità protetta
o chimera di linguaggio.
 
 
 
 

Inclúyanme
con más respiración que palabra
más límite que infinito
 
procedo de la docencia del agua
de la pedagogía de la tierra
de la epistemología del fuego
 
soy oriundo de la línea de fuga
donde la perfección siempre se abstiene
 
implíquenme
no importa cuántas dimensiones posea:
con la altura basta
con la profundidad hasta sobra
 
admítanme
desciendo de la recreación del sonido
sólido de una cadencia
en la noche del alfabeto autónomo
donde el firmamento encarna
 las inflexiones de la hierba
 
de la desmesura tensa entre los polos
provengo
 
y de la lujuria del viento.
 

 
 
 
Includetemi
con più respiro che parola
più limite che infinito
 
procedo dalla docenza dell’acqua
dalla pedagogia della terra
dall’epistemologia del fuoco
 
sono oriundo della linea di fuga
dove la perfezione sempre si astiene
 
implicatemi
non importa quante dimensioni io possegga:
l’altezza basta
la profondità persino avanza
 
ammettetemi
scendo dalla ricreazione del suono
solido di una cadenza
nella notte dell’alfabeto autonomo
dove il firmamento incarna
le inflessioni dell’erba
 
dalla dismisura tesa tra i poli
provengo
 
e dalla lussuria del vento.
 
 
 

 
Ahora cambio el paso
y bailo dentro de ti
luego dentro de mí contigo
 
y en silencio alterno en el ensueño
el ritmo del espacio
con la disonancia del tiempo
 
y bailo sin ti y sin mí.
 
 
 
 
Adesso cambio il passo
e ballo dentro di te
poi dentro di me con te
 
e in silenzio alterno nel sogno
il ritmo dello spazio
con la dissonanza del tempo
 
e ballo senza di te e senza me.



 
Traduzione di Emilio Coco per Raffaelli Editore
 
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