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Pascoli Giovanni

by Pascoli Giovanni
  • Canti di Castelvecchio
  • Myricae
Giovanni Pascoli (San Mauro di Romagna, 31 dicembre 1855 – Bologna, 6 aprile 1912) è insieme a Gabriele D’Annunzio il maggior poeta decadente italiano. Pur non partecipando attivamente ad alcun movimento letterario dell’epoca, né mostrando particolare propensione verso la poesia europea contemporanea (al contrario di D’Annunzio), manifesta nella propria produzione tendenze prevalentemente spiritualistiche e idealistiche, tipiche della cultura di fine secolo segnata dal progressivo esaurirsi del positivismo. Complessivamente la sua opera appare percorsa da una tensione costante tra la vecchia tradizione classicista ereditata dal maestro Giosuè Carducci, e le nuove tematiche decadenti. Per Pascoli la poesia ha natura irrazionale e con essa si può giungere alla verità di ogni cosa; il poeta deve essere un poeta-fanciullo che arriva a questa verità mediante l’irrazionalità e l’intuizione. Rifiuta quindi la ragione e, di conseguenza, rifiuta il Positivismo, che era l’esaltazione della ragione stessa e del progresso, approdando al decadentismo. La poesia diventa così analogica, cioè senza apparente connessione tra due o più realtà che vengono rappresentate; ma in realtà una connessione, a volte anche un po’ forzata, è presente tra i concetti, e il poeta spesso e volentieri è costretto a voli vertiginosi per mettere in comunicazione questi concetti. La poesia irrazionale o analogica è una poesia di svelamento o di scoperta e non di invenzione. I motivi principali di questa poesia devono essere “umili cose”: cose della vita quotidiana, cose modeste o familiari. La sua opera più significativa è rappresentata dai volumi poetici che comprendono le raccolte di Myricae e dei Canti di Castelvecchio, nei quali il poeta trae spunto dall’ambiente a lui familiare: la natura come luogo dell’anima dal quale contemplare la morte come ricordo dei lutti privati.

 

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Canti di Castelvecchio

Pascoli Giovanni
A cura di Walter Raffaelli
«Crescano e fioriscano intorno all’antica tomba della mia giovane madre queste myricae (diciamo, cesti o stipe) autunnali» G. Pascoli Come in Myricae anche nei Canti di Castelvecchio il poeta trae spunto dall’ambiente a lui...
Edizione digitale
Lingua italiano
Pagine 191
Formato pdf (digitale)
Anno di pubblicazione 2019
€ 1.00
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Myricae

Pascoli Giovanni
A cura di Walter Raffaelli
Myricae è una raccolta di poesie di Giovanni Pascoli, pubblicata in successive edizioni tra il 1891 e il 1903 (anno dell’edizione definitiva) e rappresenta l’ultimo esempio di poesia lirica “classica” prima della...
Edizione digitale
Lingua italiano
Pagine 201
Formato pdf (digitale)
Anno di pubblicazione 2019
€ 1.00
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